Punto di partenza e di ritorno. Luogo esclusivo e solitario. Laboratorio di creazione. Archivio di ricordi. Zona protetta. Territorio delle ossessioni più intime e delle manie inconfessabili.
Nella mostra Back Home le molteplici valenze dello spazio abitativo hanno preso forma in un linguaggio astratto che David Casini ha scelto di materializzare in suppellettili, souvenirs e articoli di uso comune manipolati e combinati come fossero materie prime.
Gli oggetti dell’artista, comprati e accumulati negli anni sono qui percepiti come forme pure ed essenziali. Trasportati meticolosamente da un appartamento all’altro sono giunti anche a spazio Morris luogo in cui l’artista ha vissuto per due mesi per preparare la sua mostra personale.
Come le tre stampe fotografiche “Elda”, “Licio”, “Sonia” che raffigurano minerali dalla morfologia atipica, incorniciate da un motivo intarsiato che rimanda agli chalet svizzeri che regala loro uno status di foto di famiglia.
Un collage di francobolli di paesi esotici configura il paesaggio immaginario di “Guabarbuda”, che connota ancora più fortemente la già variopinta e complessa “stanza dei poster” di Spazio Morris.
L’opera “Tu non mi conosci” è invece una testa di cinghiale tassodermizzata dall’aspetto inquietante, girando intorno alla quale si scopre un microcosmo scintillante di cristalli di quarzo incastonati al suo interno. Una grotta in miniatura che luccica dalla carta da parati logora è “Tana!”, unico intervento site-specific della mostra, dove l’artista ha sfruttato un foro preesistente per dare luogo a ciò che sembra una sorprendente scoperta geologica.
In Back Home, anche alcuni lavori artistici precedenti diventano elementi incontaminati da rielaborare in completa libertà, e in un dialogo divertito e assolutamente personale con gli ambienti di spazio Morris. È il caso di “Déjà vu”, tre opere dove sottili aste di ottone sostengono elementi organici e minerali che si sdoppiano in prospettive sempre nuove sulla superficie delle specchiere vintage (opere precedenti dell’artista) su cui sono montate.
La stanza di “Come quando fuori piove” riserva l’atmosfera nostalgica di una luce azzurra che si proietta sulla fontana dove l’acqua scorre, si nebulizza tra alambicchi e bacinelle restituendo il classico sonoro dei pomeriggi passati in casa a giocare con le carte mentre si aspetta che torni il sereno.
E come spesso succede quando la sequenza logica e cronologica di un’idea viene interrotta, si resta in attesa di percepire unicamente dai lineamenti formali il dettaglio magico che sciolga l’enigma.
Forse nella piega geometrica tra segno e materia. Nella fragilità della massa pesante, o dove l’eccezionalità si alterna con la dimensione speculare della scultura. E se succede che anche solo un particolare accende una connessione familiare e suggerisce un déjà vu, allora forse si ha la chiave per accedere ad un percorso segreto. E si ritorna a casa.

Starting and returning point. Unique and lonely place. Laboratory of creation. Archive of memories. Protected area. Territory of the most intimate obsessions and delusions confessed.
Back Home is an exhibition which was born through the multiple meanings of a living space and the work of the artist. David Casini has used an abstract language to materialize the household goods, souvenirs and items of common use that have been manipulated and combined as raw materials.
The objects of the artist, bought and accumulated over the years are here perceived as pure and essential shapes. Carried meticulously from one apartment to another, got into spazio Morris where the artist had been living for two months to prepare his solo show. As the three photographic prints "Elda", "Licio", "Sonia" depicting minerals from atypical morphology, framed by a carved motif reminiscent of the Swiss chalets which gives them a status of family photos.
A stamps' collage from exotic countries creates the imaginary landscape of "Guabarbuda", which connotes even more strongly the already complex and colorful "poster room" of spazio Morris.
The work "You do not know me" is an ominous-looking embalmed boar's head, and turning around you discover a microcosm of sparkling quartz crystals embedded in it.
A miniature cave that glitters in a worn wallpaper is "Tana", the only site-specific work of the exhibition, where the artist has used an existing hole to give rise to what seems a surprising geological discovery.
In Back Home, even some previous art works become uncontaminated elements that had been reworked in complete freedom, and in a fun and highly personal dialogue with spazio Morris' environments. This is the case of "Deja vu", three works in which thin brass rods support organic elements and minerals that split in ever-new perspective on vintage mirror surface (artist's previous works) where are mounted.
The room "Like when it's raining outside" reserves the nostalgic atmosphere of a blue light that is projected onto the fountain where the water flows, where it atomizes between stills and pans giving back the classic sound of afternoons spent at home playing with the cards waiting for the serene to return.
As often happens when the logical and chronological sequence of an idea is interrupted, you wait for receiving by formal features the magic details that dissolves the enigma.
Maybe in the crease between the geometric and material sign. In the fragility of the heavy mass, or where the exceptionality alternates itself with the sculptures’dimension. And when it happens that just one details switches on a family’s memory and suggests a connection like déjà vu, then, maybe, you have the key to a secret path. And you go back home.

David Casini Download portfolio

Dèjà vu, 2012. Visione d'insieme.

Dèjà vu I. Specchiera vintage, stampa digitale, ottone, spugna marina, seme. 2012.

Dèja vu II. Specchiera vintage, stampa digitale, ottone, frutta candita. 2012.

Dèja vu III. Specchiera vintage, vernice sintetica, ottone, calcare, spugna marina, corallo. 2012.

Tana! Resina, pietra minerale. 2012.

Tu non mi conosci. Testa tassidermizzata, cristallo di quarzo. 2012.

Elda. Stampa fotografica, cornice in legno. 2012.

Licio. Stampa fotografica, cornice in legno. 2012.

Sonia. Stampa fotografica, cornice in legno. 2012.

Come quando fuori piove. Pietra minerale, trasformatore, pompa elettrica, vetro, ferro, plastica, ottone, silicone, legno, acqua. 2012.

Guabarbuda. Francobolli, cornice in legno. 2011.

Photos by Riccardo del Conte.