I Can No Longer Associate Myself
Curated by Stefano Mandracchia

I CAN NO LONGER ASSOCIATE MYSELF è una collettiva omaggio al film Rosemary’s baby di Roman Polanski.
Le case nei film del regista polacco-francese sono spesso animate dai segni e dai ricordi di chi le vive o di chi le ha vissute, sono organismi viventi dove le tracce del passato sono inquietanti protagonisti della pellicola.
Con questo richiamo alle stanze di spazio Morris, abbandonate per venti anni, sei studenti al termine degli studi presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia: Valeria Cavagnoli, Valentina Dotti, Silvia Inselvini, Francesca Longhini, Paolo Richetti, Lucia Seghezzi si sono messi alla prova.
Gli artisti invitati da Stefano Mandracchia, questa volta in veste di docente e curatore, anziché di artista, hanno ideato opere site specific.
Il titolo della mostra, I CAN NO LONGER ASSOCIATE MYSELF, è la frase incompiuta che Rosemary legge sui documenti abbandonati dalla vecchia proprietaria della casa di recente acquistata, una frase che racchiude anche il concetto di singolo in relazione ad un gruppo.
I CAN NO LONGER ASSOCIATE MYSELF è una frase che, in qualche modo, tutti i partecipanti al progetto (compreso il curatore) potrebbero dire o pensare, perchè in un certo senso questa mostra segna la fine di un certo tipo di rapporto tra tutti loro.

I CAN NO LONGER ASSOCIATED WITH MYSELF is a collective tribute to Rosemary's Baby, movie by Roman Polanski.
The houses in the films of the polish-french film director are often animated by the signs and memories of those who used to live into, are living organisms where the traces of the past stars of the film are disturbing.
By this connection between the movie and the rooms of spazio Morris, closed for twenty years, six students after completing their studies at the Fine Arts Academy of Brescia Santa Giulia: Valeria Cavagnoli , Valentina Dotti, Silvia Inselvini, Francesca Longhini , Paolo Richetti, Lucia Seghezzi test themselves.
The artists invited by Stefano Mandracchia, this time as teacher and curator, rather than as an artist, have created site specific works.
The show's title, I CAN NO LONGER ASSOCIATED WITH MYSELF, which is the unfinished sentence that Rosemary read on the documents abandoned by the former owner of the house recently purchased. A sentence that encompasses the concept of individual in relation to a group;
a sentence that, somehow, all participants in the project (including the curator) may say or think, because this exhibition marks the end of a certain kind of relationship between them all.

V.Dotti, F.Longhini, L.Seghezzi

F.Longhini

L.Seghezzi

Dettaglio V.Dotti

P.Richetti

V.Cavagnoli

F.Longhini

S.Inselvini

S.Inselvini, L.Seghezzi,F.Longhini

L.Seghezzi

V.Dotti (proiezione), L.Seghezzi

Photos by Riccardo del Conte.